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02 febbraio 2015
Il mondo del “non profit” saluta il Presidente Mattarella.
Un coro di reazioni positive. Non era scontato, certamente non era mai successo prima, che l'elezione del nuovo capo dello Stato fosse salutata con tanta soddisfazione dal Terzo settore. Che il primo pensiero di Sergio Mattarella sia stato rivolto “alle difficoltà e alle speranze degli italiani” non basta a spiegare l'unanimità della risposta. Il fatto è che il nuovo presidente porta con sé, nella sua biografia, la tradizione di quella sinistra cattolica che è sempre stata molto sensibile, anche più della sinistra laica, ai temi della solidarietà sociale.
“Nell'associazionismo cattolico – sottolinea Stefano Trasatti, direttore di Redattore sociale – c'è di tutto, da Comunione e Liberazione alla Chiesa più conservatrice, ma non c'è dubbio che la vena del cattolicesimo democratico sia predominante e sia anche stata il punto d'incontro tra cattolici e laici”. Non a caso nella storia personale di Mattarella c'è proprio uno di questi luoghi, uno di quelli più rilevanti storicamente: “la Rete” di Leoluca Orlando.
Non si è respirata aria buona in questi ultimi mesi nel mondo del non profit. L'inchiesta Mafia Capitale, le relazioni di Salvatore Buzzi e della sua Cooperativa 29 giugno con ambienti criminali, hanno leso pesantemente l'immagine del volontariato. E il mondo politico è apparso distante, quasi disinteressato. La riforma di cui si parla da anni – promessa anche da Matteo Renzi – procede stancamente. “Al di là della retorica – dice Trasatti – il dibattito è concentrato su questioni tecniche, giuridiche e fiscali, anziché sulla ricchezza e anche sui problemi di questo mondo”.
A leggere alcune delle dichiarazioni di saluto diffuse dalle associazioni, già s'intravvedono i contorni dell'aspettativa. “Siamo certi – ha detto il portavoce del Forum terzo settore, Pietro Barbieri – che il presidente Mattarella vorrà porre al centro del suo mandato la giusta attenzione per le tematiche sociali e i valori in esse racchiusi, la solidarietà, la lotta alla mafia e alla legalità”. Di “personalità forte, garante della legalità” ha parlato anche il presidente nazionale di Legautonomie, Marco Filippeschi. E le parole legalità” e “trasparenza” ricorrono in molti altri interventi.
L'attesa è di un presidente non solo sensibile, ma anche vigile rispetto alla delicatissima transizione in atto nel mondo del volontariato e della solidarietà. D'altra parte, il più duro atto d'accusa contro le degenerazioni di questo mondo è arrivato nei mesi scorsi da una figura molto vicina al milieu politico-culturale di Mattarella: Giovanni Moro, figlio di Aldo, cioè del padre politico del nuovo presidente, autore di un saggio il cui titolo parla da solo: “Contro il non profit”. Non un attacco indiscriminato al mondo delle onlus, ma un forte richiamo alla necessità di mettere ordine. “Il messaggio fondamentale del libro di Moro – osserva Trasatti – è che non si può pensare di fare ed essere tutto. Se in un'associazione prevalgono attività manageriali e un'altra si regge sul volontariato puro, i criteri di valutazione devono essere diversi”.
A rendere ancora più significativa questa attesa, c'è il fatto che Mattarella viene dopo un presidente che, a sua volta, si è mostrato particolarmente sensibile alle problematiche sociali. “Giorgio Napolitano - ricorda Trasatti – ha istituito fin dal principio del suo mandato un 'Ufficio coesione sociale' ed è intervenuto spesso su questi argomenti. Ecco, con l'arrivo di Mattarella si pensa che questa attenzione andrà a pervadere tutta l'attività del Quirinale. Sì, diciamolo, c'è chi vede in Mattarella una sorta di papa Francesco laico”.
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