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DOMANDA
Gentilissimo Avvocato, vorrei sottoporle un paio di domande: come faccio a conoscere l'indirizzo di residenza di una persona? (Quello indicato sulla carta d'identita' per capirci). Se questa persona abita realmente ad un indirizzo differente da quello dichiarato, posso comunicarlo alle autorita' competenti? Se si, quali sono gli elementi che mi permettono di dimostrarlo?
L'altra domanda riguarda la ricerca di un certificato di matrimonio, come posso dimostrare che una coppia convive e sono legalemente sposati? Grazie mille, Galvano
RISPOSTA
Caro Galvano buonasera. Per conoscere l'indirizzo di una persona è sufficiente inoltrare richiesta all'Ufficio Anagrafe del Comune di residenza, per iscritto e fornendo i dati del nominativo da individuare (esempio data di nascita o ultimo indirizzo a Te noto).
Per quanto riguarda il certificato di matrimonio di terzi, stessa trafila ma potrebbero opporti un rifiuto sulla base della legge sulla privacy. La normativa è molto farraginosa e di solito è meglio conoscere di persona il dipendente addetto, così accompagnando l'istanza di cui sopra ed onde tranquillizzarlo sulla bontà delle nostre intenzioni, piuttosto che inoltrare soltanto l'istanza. La convivenza invece è dimostrabile solo con un buon
investigatore privato, ahimè. Resto a disposizione.
DOMANDA
Salve ho un quesito da sottoporvi, sette anni fa ho subito un pignoramento da parte dello stato per il mancato pagamento di iva. Il pignoramento non ha coperto il valore dovuto. Possono nuovamente farmi ingiunzione di pagamento prima che passino dieci anni? Dietro consiglio di un commercialista ho la residenza presso una casa di amici dove non esiste niente di pignorabile, purtroppo ora la devo spostare, se la dovessi spostare in casa di mia moglie casa di sua proprietà (siamo in separazione di beni) metterei a rischio i suoi beni? E se la spostassi a casa dei miei genitori, e uguale? Grazie per la vostra consulenza.
RISPOSTA
Risposte tutte negative, ahimè. Si, possono procedere in via esecutiva anche per quel credito residuo. Sì, andando a vivere altrove il rischio di vedere aggrediti beni di altri sussiste. Bisognerebbe dimostrare che i beni sono tutti dell'ospitante, munendosi delle fatture di acquisto di ogni cosa o di documenti equipollenti ... Ma il rischio c'è ... E proporre l'opposizione di terzo all'eventuale pignoramento, da parte dell'ospitante, significa iniziare un contenzioso civile. Tempi e costi tutti da verificare ... Resto a disposizione
DOMANDA
possiedo una casa per 1/2 della piena proprietà; l'altro 1/2 e' di mia madre. nel 1994 ho firmato una garanzia omnibus ad un istituto bancario concedendo la mia 1/2 parte di immobile in garanzia a favore di mio fratello che gestiva un attività commerciale. A seguito del fallimento di tale società mi e' stata sequestrata la mia 1/2 parte della casa ed e' stata tentata per tre volte la vendita all'asta andando deserte tutte e tre le volte. So che il credito e' stato ceduto dall'istituto bancario ad un agenzia che compra sofferenze bancarie garantite da immobili. ora vi chiedo cosa succedera' dopo tale ennesima vendita andata deserta e sono passati 14 anni dal fallimento. Come terminera' questa vicenda? Grazie anticipatamente per la risposta. Daniele
RISPOSTA
Purtroppo, e molto semplicemente, andrà avanti allo stesso modo in cui è andata avanti finora ... ulteriori tentativi di vendita ... Parte creditrice potrebbe anche rinunciare all'azione, ma ne dubito ... Piuttosto potrebbe cercare di aggredire altri beni ulteriormente vendibili, o di inziare la procedura presso i terzi datori di lavoro ove ve ne siano ... Mi tenga aggiornato
DOMANDA
Gentile avvocato nel 2000 ho donato l'immobile ai miei tre figli in parti uguali riservandomi il diritto di abitazione. nel 2004 un creditore mi iscrive un pignoramento sull'immobile. rivolgendomi a un (avvocatessa) mi dice di fare un accordo con il creditore e inizio a pagare un terzo del debito. Poi un'altro avvocato mi dice che il pignoramento è opponibile e faccio a nome dei figli opposizione di terzo. il giudice ha sospeso l'esecuzione. sono trascrsi sei mesi. Dalla sospensione l'avvocato mi dice di aspettare ancora un po' prima di chiedere al giudice la cancellazione del pignoramento vorrei sapere un suo parere.
RISPOSTA
Mi piacerebbe poterLe dare un parere, ma temo sia necessario avere contezza del merito dell'opposizione di terzo e, quindi, di leggere atti di un Collega. Ciò che, ovviamente, profili deontologici mi impediscono di fare. A lume di naso, credo che attendere l'esito del giudizio di opposizione sia doveroso, anche se le lungaggini dei nostri Tribunali stancano.
Ma riprendere una trattativa oggi, a quattro anni di distanza dal pignoramento, significherebbe bruciare il lavoro svolto ed accollarsi almeno gran parte delle spese del giudizio di opposizione. Che non sono pochissime ... Resto a disposizione. Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
sono insegnante scuola infanzia, abbiamo un bambino in classe con un padre con problemi di alcool a cui però il giudice non ha tolto la patria potestà. la madre ci ha pregato di non consegnare il bimbo al padre se lo vediamo per così dire " alticcio". come dobbiamo comportarci la mia collega ed io?
RISPOSTA
Ogni qual volta ciò dovesse accadere, segnalate immediatamente il caso alle Autorità ed ai Servizi Sociali. Per quanto assurdo, un Vostro rifiuto di consegnare il bimbo al padre senza che ciò sia autorizzato dal Giudice vi espone a dei rischi. Tuttavia, una pluralità di controlli a seguito delle Vostre segnalazioni dovrebbe far sì che il Tribunale per i Minorenni riesamini il caso ... Resto a disposizione
DOMANDA
Vorrei avere un parere su una situazione che mi angoscia ormai da diverso tempo. Dove abito ho avuto la sfortuna d trovarmi come vicina di casa una persona ossessiva. la persona in questione è una ragazza che ha deciso unilateralmente che io divenissi il suo fidanzato. da allora ha cominciato a spiarmi con sempre maggiore frequenza fino a conoscere completamente le mie abitudini. da un po' ha iniziato ad interagire chiamandomi dal balcone di fronte o portando i suoi amici ad inultarmi quando si sente maggiormente frustrata. vivo da un anno con le tapparelle abbassate e ho maturato una forma grave di sociofobia, uscendo raramente di casa. non ce la faccio più a subirla! i miei continuano a dirmi di portare pazienza, ma non riesco neanche più a concentrarmi per studiare. cosa posso fare?
RISPOSTA
Faccia fare una diffida dal Suo legale di fiducia. Ove detti comportamenti continuassero, può soltanto proporre una querela per molestie. In bocca al lupo.
DOMANDA
buongiorno, mi chiamo armando e vivo a sesto san giovanni. vorrei chiedervi un aiuto che riguarda le cartelle esattoriali. so che l'esatri può arrivare a pignorare un appartamento per i mancati pagamenti delle cartelle e la mia domanda è: può farlo? ne ha il diritto? fino a qualche tempo fa era solo un giudice a poterlo fare. velo chiedo perchè, a causa del non pagamento da parte mia di qualche multa presa con l'auto, qualche canone rai volutamente non pagato e qualcosa d'altro sono arrivato ad accumulare un debito con l'esatri di circa 15 mila euro e temo che possano arrivare al provvedimento sopra citato. in che modo posso difendermi nel caso succeda? come è possibile che questo ente per la riscossione dei crediti per conto terzi abbia il diritto di pignorare il mio unico appartamento di proprietà per impossessarsi di una somma così tanto inferiore al valore dell'immobile?! se conoscete un avvocato bravo che ha già avuto a che fare con cause del genere vi prego di segnalarmelo. molte grazie e cordiali saluti.
RISPOSTA
Buongiorno a Lei. Prima di procedere all'esecuzione, di solito l'Erario o chi per esso procede all'accensione di ipoteca sull'immobile: ciò che può fare. La procedura esecutiva, poi, non potrà che passare attraverso il vaglio di un Giudice. Le possibilità di difesa, a mio avviso, passano per un'accordo con la parte creditrice, sia sul quantum che sull'an. Esistono altre possibilità di salvataggio dell'immobile, ma se i crediti per i quali agiscono sono così esigui il gioco non vale la candela perchè il procedimento mi risulta estremamente oneroso. Per la trattativa con l'Erario Le consiglio un legale non troppo anziano e della sua zona. Lo troverà molto attivo e se la caverà con una spese non insostenibile. Resto a disposizione
DOMANDA
Salve a tutti, vi espongo il mio problema: 3 anni fa ho acquistato a prezzo agevolato la casa popolare in cui risiedo; ora mi sono ammalata e ho scoperto che mio figlio è pieno di debiti con esatri, ragion per cui, al momento della mia morte, questa casa gli verrà pignorata. Ora, non potendo vendere la casa per 10 anni come scritto sul rogito, mi chiedevo se fosse possibile fare testamento e lasciare questa casa (che è l'unica cosa che ho) a mio nipote. Infatti so che se anche mio figlio facesse la rinuncia all'eredità , l'esatri potrebbe comunque ritenerla nulla e riscuotere quanto gli è dovuto e mi chiedevo se anche facendo testamento, questo potesse essere considerato nullo. Grazie. Saluti. M.M.
RISPOSTA
Salve a Lei. Il testamento difficilmente potrebbe essere considerato nullo. Dovrebbe essere impugnato davanti ad un Tribunale, con una causa lunga e complicata. Sto ovviamente partendo dal presupposto che l'eredità verrà ad aprirsi dopo i dieci anni dal Suo acquisto. Se invece il tragico evento dovesse avvenire prima di detta scadenza, la vicenda sarebbe più complessa ma penso che comunque Suo nipote avrebbe buone carte da giocarsi in una eventuale causa con i creditori. Piuttosto, ricordi che una disposizione del genere sarebbe lesiva della quota di legittima di Suo figlio. Per assurdo, Lui potrebbe avere interesse ad impugnare il Suo testamento, almeno in quota parte. Ed allora, poichè vincerebbe, il problema con l'erario verrebbe a riproporsi esattamente come oggi. Cordialità
DOMANDA
buon giorno ho un problema da risolvere urgentemente. sono separato da 2 anni con due figli ora maggiorenni senza lavoro, purtroppo da quando sono uscito di casa la mia ex consorte non ha mantenuto (o potuto) far fede al pagamento dell'affitto con il proprietario dello stabile. Premetto che lei lavora in nero e percepisce circa 400 euro mensili e percepisce da me 500 euro come assistenza ai figli. Ora dopo svariati tentativi di accordi della mia ex con con il proprietario di casa a nulla si è arrivati che allo sfratto esecutivo che avverrà il 13 ottobre 2008 pur rinunciando comunque il proprietario al recupero del vecchio affitto goduto. avevo addirittura proposto di pagare io stesso l'affitto magari con bonifico bancario mensilmente o altro ma a quel punto avrebbe richiesto gli arretrati ammontanti a quasi 9.000,00 euro calcolando che la tariffa per l'affitto era di 450 euro mensile. il nocciolo della questione è questo: come si può risolvere tale situazione o come poter ritardare l'esecuzione dello sfratto? premetto che non è stata fatta nessuna causa in tribunale find'ora. certo di un suo consiglio la ringrazio anticipatamente
RISPOSTA
Purtroppo, quando si arriva allo sfratto esecutivo vuol dire che c'è stato già, a differenza di quel che mi dice, un vaglio del Tribunale. E motivi per ritardare uno sfratto non ve sono più, a meno di non raggiungere un accordo con il proprietario (es. mi impegno ad andar via entro fine anno, nel frattempo trovo altro alloggio e ti pago i canoni per queste mensilità in surplus). Ha fatto richiesta all'ATER locale di alloggio per edilizia economico-popolare? Resto a disposizione
DOMANDA
Buongiorno, tempo fa ho posto la mia firma a garanzia fideiussoria a fronte di un prestito erogato a favore del mio ex marito per 257.000Euro a copertura di un debito. Ad oggi rimangono ancora in essere 107.000Euro, vorrei sapere cortesemente quali vie percorrere per recedere dalla firma a graranzia essendomi separata legalmente e togliermi questa spada di Damocle dalla mia testa in quanto, dopo tanti sacrifici, mi accingo ad acquistare per me e la mia bimba un appartamento in cui vivere ma ho paura che possa venirmi confiscato se non onorato il debito del mio ex marito. Cordialmente
Maria Teresa
RISPOSTA
Purtroppo, la Sua firma è una garanzia per il creditore... e necessita il consenso del creditore acciocchè Lei sia liberata.... Provi a fare un accordo, tramite legali, con il suo ex
marito... E' difficile, ma non impossibile. Cordialità
DOMANDA
Io e mio marito ci siamo separati consensualmente. Adesso il mio ex marito dovrà versarmi l'assegno di mantenimento stabilito dal giudice nella misura di: 300euro per mio figlio minore, 300euro per me, 100euro per mia figlia disoccupata maggiorenne, più gli assegni familiari. Il mio ex ha uno stipendio di 1000euro con vari quinti e un pignoramento.l'assegno dovrà essermi versato direttamente dal datore di lavoro il quale può trovare opposizione? Faccio presente che il mio ex è daccordo sulla somma stabilita dal giudice. grazie
RISPOSTA
A mio avviso il datore di lavoro di Suo marito non può opporsi. Piuttosto, per il futuro, mi preoccuperei del fatto che 710 euro complessivi, a fronte di uno stipendio di 1000 euro circa, non sono pochi. E' sicura che Suo marito continuerà ad essere d'accordo anche nei prossimi mesi ed anni? E' comunque opportuno che inizi a pensare alla Sua serenità futura, iniziando a girarsi intorno per introitare diversamente altre somme. Avv. Dario Marrocco.
DOMANDA
Gentili avrei bisogno di un consiglio per una questione delicata per una mia cliente che era iscritta in una cooperativa consumatori e pertanto non iscritta all'Inps. A seguito di un controllo effettuato da ispettori dell'inps è stata inserita nel registro dei commercianti e invitata a pagare i contributi. Avverso la prima cartella ho proposto opposizione e il giudice del lavoro ancora non si è pronunciato siamo nella fase istruttoria. Il problema è per gli anni successivi perchè continua l'inps a chiedere i contributi anche dopo che la signora ha cessato l'attività e chiuso l'attività . Cosa posso fare in attesa della sentenza del giudice per gli anni successivi? Ho comunicato all'inps che è chiusa l'attività ma loro dicono che deve seguire la procedura normale di chiusura e cessazione. Ma come faccio a chiudere e a cancellarmi dalla camera di commercio se non sono iscritta come commerciante? Grazie
RISPOSTA
Gentilissimo Collega, una premessa mi sembra d'obbligo. Vi è una discrasia tra l'essere iscritto in una cooperativa di consumatori ed il parlare di "attività cessata" e/o chiusa. Preliminarmente, penso sia necessario verificare alla Camera di Commercio se e quale "codice" sia stato attribuito alla cliente per verificare come la stessa sia stato considerata dalla Camera stessa.
A quel punto, ove ribadito che la sig.ra è soltanto iscritta come cooperativa di consumatori, si dovrebbe fare ricorso in autotutela all'INPS, allegando ovviamente la documentazione in possesso della cliente e specificando che non è possibile produrre altro in quanto la signora non risulta mai iscritta nel registro Commercianti. Contestualmente, e se possibile nello stesso atto, inoltrare apposita diffida alla cancellazione della cliente da ogni elenco in cui dovesse indebitamente essere stata inclusa, segnalando che - ove ciò non dovesse avvenire in termine congruo fissando - si segnalerà il caso alla Procura della Repubblica competente con apposito esposto.
Di solito, gli errori di questo genere vengono corretti immediatamente.
Ove il nostro caso dovesse seguire una via diversa, non resterà che adire per davvero la Procura. Resto a disposizione. Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
Vorrei sapere come devo agire e a chi mi devo rivolgere per poter avere la mia parte di eredità ricevuta da mio padre: siamo 4 fratelli, alla morte di mio padre habbiamo regolarmente provveduto a registrare la successione. Mia madre ha rinunciato alla sua parte di eredità avuta da mio padre. Sono passai ormai 4 anni dalla morte di mio padre e i miei fratelli non hanno nessuna intenzione di dividere equamente il pattrimonio. Io ho due figli ormai adulti e vorrei avere quello che mi spetta di diritto. Puntualizzo che in una casa lasciataci da mio padre vive mio fratello da tantissimi anni e non ha nessuna intenzione di vendere l'immobile come volevamo noi sorelle. Io e le mie sorelle abbiamo una nostra casa acquistata con un mutuo come tutti mentre mio fratello non si è mai preocupato di comprarsene una, non ha né moglie né figli e non ha nessun interesse ad avere intestata la casa dove abita (almeno così lui dice) e non vuole spendere soldi dal notaio per la divisione del patrimonio in 4 parti. Come devo fare, sono disperata.
RISPOSTA
Purtroppo, la soluzione è unica. Lei dovrà rivolgersi al Suo legale, che (dopo aver tentato
stragiudizialmente di indurre tutti gli interessati alla divisione dei beni ereditati ancora in comproprietà e sempre che detto tentativo bonario non vada a buon fine) dovrà proporre domanda in tal senso innanzi al Tribunale competente. La procedura non è lunghissima in assoluto (in un paio d'anni, normalmente, si arriva al termine della vicenda), ma ci sono dei costi che sono legati sia alla normale istruzione di una controversia sia alla pressocchè
scontata nomina di un perito che stimi l'asse ereditario e proponga un progetto di divisione.
Poi, sarà il Giudice a decidere, sulla scorta dei rilievi dei vari legali e del perito. In bocca al lupo.
DOMANDA
Buongiorno, possiedo un' attività ed un casa dove ci vive mia figlia, sono sposata con divisione dei beni, ora, la casa dove vivo con mio marito è intestata a lui, e forse è stata
ipotecata, lui è pieno di debiti, ha mandato anche un grosso a/b in portesta,vorrei saper ese possono rivalesri si di me, anche se abbiamo la diviosioen dei beni, e se la casa è ipotecata se possono buttarmi fuori. cordiali saluti, laura da ferrara.
RISPOSTA
Per quello che riguarda i beni di Sua proprietà, alla luce di quello che Lei mi dice, i rischi che correrà saranno minimi e relativi, al massimo, alla necessità di proporre delle opposizione all'esecuzione, ovviamente tramite legali, per l'ipotesi in cui qualche creditore dovesse comunque cercare di aggredire beni Suoi.
Per quel che riguarda la casa, invece, non posso essere altrettanto ottimista. Ovviamente, nulla conosco in ordine al quantum dell'esposizione debitoria nè in relazione alla possibilità di formalizzare una proposta transattiva in grado di evitare procedimenti esecutivi. Sta di fatto che se l'abitazione è ipotecata, prima o dopo qualcuno dei creditori promuoverà un'azione volta a far mettere in vednita l'abitazione. Si tratta di una delle procedure più lunghe e farraginose (può durare anche svariati anni), ma pur sempre - prima o dopo - viene portata a conclusione. Passa, nella fase finale, per un'asta che è aperta a tutti, tranne il debitore, ed il ricavato viene distribuito tra i vari creditori, dedotte spese di procedura ed accessori.
Se poi la cifra così ricavata non fosse sufficiente a coprire il passivo, i creditori potrebbero cercare ulteriori beni da aggredire. In quel caso l'acquirente dell'immobile ben avrebbe diritto di pretendere, anche giudizialmente, il Suo allontanamento dall'abitazione, proprio perchè diventerebbe l'esclusivo e legittimo proprietario della medesima. Per esperienza so che è sempre bene muoversi con ampio anticipo per prospettare ipotesi di rientro rateale od offerte a stralcio e saldo in favore dei creditori. E lo faccia tramite legale, portando con sè le cosiddette "carte" in Suo possesso. Quegli potrà avere una visione d'insieme sicuramente più approfondita della mia più passa il tempo, più gli interessi crescono, più si incrementa l'esposizione debitoria, minore è la volontà conciliativa del creditore. In bocca al lupo. Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
Buongiorno, io e la mia ragazza ci accingiamo a costruire casa su un terreno di mia proprietà cointestando il mutuo. Come possiamo fare per tutelare entrambi dal punto di vista finanziario in caso di problemi nella coppia (Io vorrei tutelare il capitale iniziale rappresentato dal terreno e lei il capitale derivante dal pagamento del 50% delle rate del mutuo ). Grazie
RISPOSTA
Salve a voi. Credo che l'unica forma di tutela che abbia delle possibilità di portare a risultati concreti sia una scrittura da farsi per rogito Notarile. Dovrete spiegare al Notaio, in particolare, le stesse esigenze che sono state rappresentante a me. Ritengo, inoltre, che trattandosi di ipotesi che si verifica di frequente, non dovrebbero insorgere difficoltà
particolari, sempre che -entrambi- illustraste i vostri "timori" senza reticenze... in fondo,
nell'assicurarsi un futuro sereno anche in occasione di temporali, non v'è davvero nulla di male... In bocca al lupo Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
vi ho già scritto una volta e avete gentilmente risposto, però non ho capito una cosa, visto che ho parecchi debiti sia io che mio marito abbiamo già la cessione io per 10 anni e lavoro in un ente pubblico mio marito ha la cessione piu la delega. Possono pignorare ancora dallo stipendio o devono attendere che trascorrano i 10 anni. Inoltre vorrei sapere se è un giudice a stabilire il pignoramento dello stipendio. Avendo debiti anche con l'esatri che al momento non possiamo colmare possono fare qualche altra cosa.
RISPOSTA
Riscontro la pregiata Sua per riferire quanto segue. E' sicuramente possibile che procedano ad ulteriore pignoramento. Per fare questo è necessario che ci sia un titolo (ad es. un decreto ingiuntivo, una sentenza, un assegno, una cambiale e così via) più un atto di precetto. Per procedere al pignoramento dello stipendio, con il titolo ed il precetto il creditore si deve rivolgere al Giudice. Questi fissa udienza in cui sono invitati a comparire sia il debitore sia il datore di lavoro. Per quello che riguarda gli altri debiti, temo che potete soltanto cercare di mettervi d'accordo con i creditori, invocando una rateazione o cercando di ottenere che loro siano consensienti a rinviare i pagamenti. In bocca al lupo.
DOMANDA
Prima del 1990 avevo posto a garanzia per un fido la mia firma, successivamente a causa di problematiche sono stato dichiarato fallito dal tribunale, fallimento chiuso nel 2000,la banca, a seguito insolvenza dell'intestatario del fido ha ceduto il proprio credito nel 2006 ad un Istituto recupero crediti, questo Istituto essendo venuto a conoscenza , con l'inganno, che attualmente lavoro mi ha inviato una raccomandata al mio domicilio invitandomi a pagare la somma di 3.580 € pena la rivalsa presso la ditta con la quale ho un contratto di lavoro di co.co.co.. Chiedo se la mia firma posta circa 20 anni fa e prima del mio fallimento di cui la banca ne era perfettamente a conoscenza è da ritenersi ancora valida o decaduta col fallimento. Il titolare del fido mi ha comunicato che prima del mio fallimento il suo scoperto era di circa 2.500.000 £
RISPOSTA
La firma è valida ed efficace. Piuttosto Le consiglio di verificare, con il Suo legale di fiducia, se siano maturati i tempi per la prescrizione dell'azione in favore della parte creditrice. L'operazione richiede l'ausilio di un legale, in quanto molti sono gli atti che interrompono la prescrizione. Si procuri, quindi, tutta la documentazione ancora in Su possesso prima di conferire l'incarico. Cordialità
DOMANDA
Mi sto accingendo ad acquistare una casa in un'asta giudiziaria. La casa risulta però ancora abitata dalla propiretaria e dal suo nucleo familiare. Acquistata la casa da parte mia loro saranno tenuti ad andare via o vantano qualche diritto (es . di abitazione)?
RISPOSTA
Loro saranno tenuti ad andare via. Peraltro, ove non lo facciano Lei dovrà proporre le azioni giudiziarie conseguenti ai fini del rilascio dell'immobile. Potrebbe rivelarsi una seccatura, più che altro per i notori tempi della Giustizia civile, ma alla fine il bene sarà Suo a tutti gli effetti. Cordialità
DOMANDA
Salve, sono proprietario di una metà di un lotto di terreno dove ho costruito una villetta. nel lotto si può costruire una bifamiliare. da poco ho firmato i progetti per il completamento della bifamiliare perchè il vicino ha intenzione di completare la suddetta bifamiliare. Però dopo una attenta valutazione del progetto di completamento mi sono accorto che il Geom. che ha fatto il progetto ha utilizzato una parte del mio terreno per dei parcheggi (nel progetto c'è scritto parcheggi in progetto) chiedendogli al geometra appunto come mai ha messo in progetto quei parcheggi visto che nel precedente progetto in quel punto risulta che già ci sono i miei e che quel pezzo di lotto tra l'altro risulta mio da atto notarile con tanto di suddivisione e accattastamento, il Geom. mi ha risposto di stare tranquillo che avendo presentato una richiesta di completamento c'è stata questa variazione e che comunque non toccava la mia proprietà, infatti dice che per il comune non ha importanza la proprietà ma che ci siano a disposizione delle zone adibite a parcheggi. Ora domanda posso stare tranquillo o e meglio che chieda la modifica di quel progetto che tra l'altro ho già firmato in buona fede come già aveva fatto in passato il mio vicino per la mia costruzione? a cosa vado incontro? Posso bloccare la concessione edilizia?
RISPOSTA
Diciamo che la buona fede, nei rapporti personali, bisogna pur presumerla... io personalmente seguirei gli sviluppi della vicenda giorno per giorno e mi assicurerei che effettivamente la mia proprietà non verrà ad essere toccata...peraltro, ove avessi un solo dubbio mi rivolgerei al mio legale di fiducia quantomeno per l'inoltro di una lettera di diffida... magari preannunciata per le vie brevi se il rapporto con il vicino è buono...A cosa andrà incontro è pressocchè impossibile dirlo... le variabili sono tantissime... di certo, se sarà necessario richiedere l'intervento dell'Autorità Giudiziaria dovrà fronteggiare un giudizio civile, sia pure non lungo come quelli ordinari, ma pur sempre della durata di diversi mesi se non anni. Le auguro di non dover arrivare a questo. Resto a disposizione
DOMANDA
Buongiorno avvocato sono un ragazzo di 38 anni sposato con un bimbo di 9 mesi, ho un grosso problema finanziario, ho dei debiti pari a € 5.000 CON FINDOMESTIC DI UNA CARTA RICARICABILE che ho bloccato il rid in banca poi una rata con la prometeo di € 300 pero' con due rate arretrate, ho gia una cessione del quinto di € 175 al mese io sono un partime mia moglie anche, la casa e' intestata a mia moglie, l'auto a mio padre, se non pago cosa possono farmi? Grazie per la risposta
RISPOSTA
La situazione è delicata. Non tanto per il possibile pignoramento dello stipendio, nella misura di 1/5, possibile anche in presenza di una cessione volontaria; piuttosto, mi preoccupa il fatto che la casa sia intestata a Sua moglie. Siete in comunione dei beni? se si, un domani (anche se lontano) il creditore potrà anche aggredire l'immobile. Altrimenti, oltre allo stipendio dubito che possano rivalersi su qualcosa. Resto a disposizione.
DOMANDA
Salve, avrei bisogno di un vostro consiglio. Circa due anni fà , intraprendevo una spesa, con la mia allora ragazza, per l'acquisto di mobili per la successiva convivenza con la stessa in una sua casa di proprietà. Successivamente, dopo circa 4 mesi di convivenza le cose cominciarono ad andar male tanto che la convivenza cesso
compreso il nostro rapporto. Dopo circa due anni di tira e molla per riavere la cifra da me data per i mobili, che ad oggi sono a casa sua, la mia ex mi dice che se voglio posso solo avere dei mobili, in quanto l'assegno allora dato, era intestato alla ditta dei mobili e non a lei. Come posso fare per tornare in possesso dei miei soldi. Sicuro di una vostra celere risposta, ringrazio sin da ora, Tony.
RISPOSTA
Purtroppo, in assenza di collaborazione della debitrice, dovrà affrontare una causa ... ed anche vincerla! Infine, dovrà portare in esecuzione la sentenza vincente, e cioè procedere prima alla notifica di una intimazione di pagamento fondata proprio sulla sentenza e quindi a pignoramento. Tempi lunghi ... costi da affrontare in anticipo ... Un consiglio: proceda soltanto se è sicuro che la sua ex ha beni utilmente aggredibili, cioè pignorabili e vendibili all'incanto. In bocca al lupo
DOMANDA
vorrei conoscere la validità probatoria di una perizia calligrafica grazie e saluti
RISPOSTA
Se la perizia è di parte ovviamente non costituisce prova, ma utile base per il ragionamento del giudice e soprattutto di un suo eventuale consulente di fiducia. La cosiddetta CTU (consulenza tecnica d'ufficio, quella disposta dal Giudice in corso di causa per intenderci) non è mezzo di prova in senso tecnico ma in concreto ha una sua efficacia poichè ben difficilmente il giudice si discosterà, su materie tecniche come quella del calligrafo, da quanto riportatogli dal consulente proprio da lui nominato. Spero questi spunti Le siano sufficienti a chiarire i suo dubbi. Resto a disposizione.
DOMANDA
Buongiorno. Mia mamma è deceduta il 05.12.2007. Era socia al 49% di una snc (numero soci ancora in vita 2). Sto per provvedere alla successione e sono venuta in possesso di copie di documenti (nello specifico contratto di affitto) dai quali risulta chiaramente che la firma di mia mamma è falsa. Posso richiedere perizia calligrafica? Grazie
RISPOSTA
Buongiorno a Lei. Dovrebbe innanzitutto impugnare il contratto di affitto, al fine di farlo dichiarare nullo o comunque inesistente. A tal fine potrà senz'altro avvalersi di una perizia calligrafica. Tuttavia, è ovvio che questi passaggi impongono la proposizione di una causa civile, sia pure regolata (almeno tanto presumo da quanto Lei mi riferisce) dal più agile rito societario. Si consigli con il Suo avvocato di fiducia al fine di verificare, oltre che le concrete possibilità di successo, anche i pro ed i contro di un contenzioso. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
salve,lavoro part time 4 ore come impiegata, ho un affitto di Euro425,00 mensili, non possiedo nulla nè immobili nè auto nè ho intestato conto corrente o altro, ho dovuto per forza sospendere i pagamenti di un fido di cassa bancario a me intestato ed un finanziamento con la medesima banca, mi possono pignorare lo stipendio anche se ho un affitto pari allo stesso? se non ho nulla che altro mi possono fare? se vado a convivere col mio fidanzato senza alcun legame cambiando la residenza in casa sua possono pignorare dei beni suoi? ovviamente mi auguro di arrivare a concordare uno stralcio poichè non è mia indole lasciare insoluti inoltre sono stata costretta a chiedere un prestito per motivi di salute e a dover sospendere i pagamenti per riduzione dell'orario di lavoro, grazie
RISPOSTA
Lo stipendio è comunque pignorabile, nella misura di 1/5. Poi, se non ci sono altri mobili o immobili non potranno fare altro che aspettare. In caso di convivenza, i beni mobili contenuti nella casa si presumono usualmente in comune. Quindi per evitare che i mobili del partner siano aggrediti bisogna dimostrare che gli stessi sono di sua esclusiva proprietà con atto di data certa ed anteriore al pignoramento (es. fatture intestate solo a lui).
DOMANDA
Buongiorno Gentilissimi signori, vorrei chiedervi consiglio riguardo un contenzioso finanziario, circa un anno fa ho acquistato un auto nuova finanziando l'intero importo, ad oggi mi trovo indietro di 4 rate, e poichè essendo studente universitario (da circa 5 mesi senza un lavoro) non riesco più a pagare. La mia domanda è posso in qualche modo restituire il bene (al concessionario o chi di dovere nel caso) in modo tale da chiudere il finanziamento. Seconda cosa è normale che io non abbia copia del contratto finanziario (poichè il concessionario mi disse che sarebbe arrivato a casa tramite posta con i bollettini postali da pagare) che io ricordo di avere accordato per 60 mesi, mentre facendo il conto dei bollettini risultano 74 mesi. vi ringrazio anticipatamente per la vostra cortese attenzione.
RISPOSTA
Due risposte completamente diverse tra loro. La prima: il bene non può essere restituito così semplicemente, d'imperio per di più... deve essere d'accordo anche la finanziaria la quale, tuttavia, non accetterebbe mai in assenza almeno di un conguaglio in denaro... una macchina perde valore in maniera sorprendentemente rapida e, quindi, le possibilità di rivenderla ad un prezzo conveniente per loro sarebbe minima. Sul secondo aspetto: ritengo Lei abbia tutti i diritti di avere copia del contratto di finanziamento. Quindi insista, ma per iscritto e non verbalmente.
DOMANDA
ho un problema grave ... mio padre mi ha buttatto fuori casa un mese fa .. io ho 18 anni è ho finito gli studi da poco e ho trovato lavoro, ho uno stipendio che non mi permette diaffittare un appartamento e neppure di tirare avanti sono costretta a vivere dal mio ragazzo con sua madre. Cosa posso fare?
RISPOSTA
Qualcosa può essere fatta, ma avrei bisogno di qualche elemento in più... Per quale motivo Tuo padre ti ha "buttato fuori di casa"? La genesi dei fatti è essenziale per sapere se un'azione giudiziaria ha le gambe per camminare... Fatti sentire...
DOMANDA
mio nonno è morto quattro anni fa (gli eredi legittimi sono tre figli tra i quali io). In un testamento olografico probabilmente falso ha lasciato 1\3 ai figli di mio fratello e con un prelegato ha lasciato un capannone a mio zio. Volevo sapere se era legittimo in quanto ora la parte leggittima ha meno di 2\3 perchè il capannone +1\3 supera la quota disponibile
RISPOSTA
Da quello che mi dice il lascito è impugnabile in quanto lede la quota di legittima. Ovviamente, è prima necessario corredare una richiesta con una perizia che confronti gli attuali valori di mercato dei beni caduti in eredità. Successivamente, ove confermati i valori degli immobili e quindi l'effettiva lesione della legittima, potrà anche agire in via giudiziale. Questo non per far annullare l'atto -beninteso- ma per far aumentare la quota a Lei riservata fino al raggiugimento del valore della legittima. Normalmente ciò avviene imponendo agli altri eredi di compensare il non avuto dal legittimario con un versamento in danaro, e non procedendo ad una nuova divisione degli immobili. Resto a disposizione. Dario Marrocco
DOMANDA
Ho dei debiti con delle finanziarie, che ultimamente non sono riuscito a pagare,sono pensionato e so che potrebbero togliermi un quinto della pensione oltre che a pignorarmi i beni.sono separato e vivo con mio figlio maggiorenne ,chiedo potranno avvalersi anche dei beni di mio figlio e togliergli anche alui un quinto dello stipendio? grazie per una gentile risposta
RISPOSTA
Lo stipendio di Suo figlio non è aggredibile. I beni mobili sì, perchè si presumono in comune dal momento che vivete nello stesso appartamento. Dovrà munirsi dei documenti (es. fatture) che dimostrano che detti mobili sono esclusivamente di Sua proprietà. In quel caso, ove l'Ufficiale Giudiziario dovesse procedere comunque a pignoramento potrà proporre opposizione di terzo davanti al Tribunale del luogo in cui Lei risiede. Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
buongiorno, ho contratto parecchi debiti a causa di mio marito, lui lavorava in proprio ma non portando a casa soldi per mantenere la famiglia ho cercato alle finanziarie. fino al nov. 2004 mia madre viveva con noi e mi aiutava ora da quando lei non c'è piu' sono nel caos. Sono scoperta con le banche, non riesco a agare le finanziarie e persino l'esatri per un 730 errato. ho giè la cessione del quinto per 10 anni son in affitto e la macchina con il fermo per l'inps. cosa mi possono fare ancora. Non è cattiva volontà ma ho anche due figli e l'affitto e dobbiamo scegliere o mangiare o pagare. cosa possono farmi ancora. grazie
RISPOSTA
Oltre ad ulteriori pignoramenti, altro non Le potranno fare. D'altra parte, purtroppo, la Sua situazione non è affatto rara nel nostro Paese. Di sicuro, questo non deve indurLa a rinunziare - nel futuro - ad estinguere le Sue posizioni debitorie. Tanto per fare un esempio, la possibilità di avere rapporti costruttivi con le banche - alla luce dell'attuale posizione - rimarrebbe definitivamente compromessa. In bocca al lupo. Dario Marrocco
DOMANDA
Nel caso in cui un figlio maggiorenne tossicodipendente con residenza nella mia abitazione causa danni o reati, noi genitori siamo tenuti a rispondere? Anticipatamente ringrazio e porgo distinti saluti.
RISPOSTA
In linea di principio, la risposta è no. L'art. 2048 cc limita la responsabilità dei genitori ai casi di figli minori, a meno che non sia stata disposta la giudiziale tutela. Attenzione, però. Mettiamo io sia il creditore. Dopo aver inoltrato una lettera di diffida, dopo aver intentato la causa per risarcimento del danno ed averla vinta, procederò a notificare prima un'intimazione di pagamento (atto di precetto) e poi al pignoramento che potrebbe essere anche mobiliare (cioè presso l'abitazione in cui il figlio vive). I beni che ivi si trovano sono normalmente ritenuti, dall'Ufficiale Giudiziario, di proprietà (o anche di proprietà) del debitore, A MENO CHE NON SI SIA PROVVEDUTO TEMPESTIVAMENTE - DA PARTE DEI GENITORI - A FAR RISULTARE IL DI LORO TITOLO DI ACQUISTO E QUINDI A DIMOSTRARE CHE ESSI, E SOLO ESSI O UNO DEI DUE, E' LEGITTIMO PROPRIETARIO DEL BENE CHE L'U.G. INTENDE SOTTOPORRE A PIGNORAMENTO. Ove infine il pignmoramento avverso beni esclusivi dei genitori fosse effettivamente effettuato, il rimedio esperibile è quello dell'opposizione di terzo all'esecuzione (art. 619 c.p.c.). Inizierà, in ogni caso, apposito processo di esecuzione innanzi al Tribunale competente. Quindi, meglio cautelarsi ritrovando fatture o documenti equipollenti che dimostrino che i beni nell'appartamento (e spesso l'auto) non siano di proprietà del figlio. Resto a Sua disposizione Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
Salve, sono uno studente universitario che beneficia di una borsa di studio. Essa mi ha permesso di usufruire di un posto letto in una residenza universitaria a Milano. La borsa è erogata dall I.S.U. (ente per il diritto allo studio). Vorrei sapere se, avendo fissato in questo collegio il mio domicilio, posso impedire l accesso nella mia stanza al personale del collegio (donne delle pulizie, tecnici vari etc), giacchè nel regolamento interno (che ho firmato al momento del mio ingresso in residenza) viene esplicitato che sono obbligato a far entrare nella mia stanza il suddetto personale. In sostanza, posso far valere il diritto all inviolabilita del domicilio in una residenza universitara dove vige un regolamento interno che, a mio avviso, non lo garantisce totalmente? Vi ringrazio anticipatamente
RISPOSTA
Direi proprio di no, nel senso che quando hai firmato quella convenzione con il Collegio hai spontaneamente acconsentito ad una limitazione della Tua posizione giuridica soggettiva. D'altra parte il rispetto del regolamento è condizione essenziale acciocchè tu possa permanere nell'Istituto. Quindi, temo dovrai rassegnarTi a simile fastidio. Saluti Dario Marrocco
DOMANDA
Buongiorno, mi permetto di chiederLe un Suo parere riguardo ad una situazione personale. Sono stato sottoposto ad una perizia grafologica in seguito ad una denuncia contro ignoti (con indicazione del mio nome) per una lettera di diffamazione ricevuta da un mio parente il quale ha depositato una perizia di parte che asseriva che la scrittura era la mia. Anche la perizia ordinata dal giudice conferma la prima tesi anche se con motivazione diversa. Pazzesco!!!ma se non sono stato io come è possibile che le perizie affermano tutto ciò?? Questo dimostra la fragilità della materia della grafologia e ne risalta l'aleatorietà. L'unica motivazione che potrei accettare è che lo scritto sia stato artefatto in origine per far somigliare il testo alla mia scrittura. Mi scusi ma non riesco a sopportare il fatto essere accusato di qualcosa che non ho causato. Grazie
RISPOSTA
In effetti, come Lei ha ben notato, non è dato riscontrare certezze scientifiche tali da provare al di fuori di ogni ragionevole dubbio la paternità di un preunto delitto. La prova del DNA, considerata quella regina nei casi di sangue, è stata anch'essa intaccata oltre Oceano allorquando si è scoperto che, per assurdo, anch'essa conduce a risultati di elevatissima probabilità ma non di certezza assoluta. E questo ad onta della sicumera con la quale sovente il titolare di indagino od i suoi delegati dimostrano. La realtà è che dobbiamo accontentarci dell'elevatissima probabilità ed elevarla al rango di certezza poichè diversamente tutti i casi, indistintamente, porterebbe a sentenze assolutorie che contrastano con il comune sentire della stessa popolazione. La casistica, peraltro, attesta come gli episodi di errore siano statisticamente assolutamente marginali... Quindi chi sa di essere ingiustamente accusato ed indi condannato deve essere consapevole dell'assoluta buona fede del Giudicante... Se poi questi sbaglia, beh... le sembrerà crudo, ma allo Stato interessa pochino.... in fondo (in quest'ottica, mi segua!) poche decine di condannati per errore su milioni di processi è un dato fisiologico!! Le consiglio di resistere, resistere, resistere... affrontare tutti i gradi del giudizio e... munirsi di un OTTIMO grafologo di parte per confutare le tesi della Pubblica Accusa... Mi faccia sapere.
Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
Salve ho un mutuo e 3 finanziarie non ce l ho fatta a pagare 3 rate di fiditalia causa disgrazia familiare ora chiedo nel fabbricato dove abitiamo il primo piano e di mia zia ed il secondo mio in caso del pignoramento dei beni vorrei sapere se possono pignorare i beni che mia zia ha laciato nel suo appartamento visto che non abita con noi oltre a quelli del nostro appartamento. Grazie
RISPOSTA
Credo che la zia possa stare tranquilla. Se l'immobile è suo così come i mobili in esso contenuto, non c'è motivo per il quale lei debba essere assoggettata a pignoramento, in quanto l'unico debitore è Lei. Diverso sarebbe se la zia fosse stata fidejussore o garante. In questo caso, infatti, risponderebbe anche Lei dell'insoluto. Raccomando di verificare che anche da un punto di vista formale (le famose CARTE) i beni di sua zia siano ben distinti e separati da quelli di Sua proprietà. In caso di pignoramento nonostante tutto è comunque possibile proporre opposizione davanti al Tribunale competente. Cordialità Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
Salve. Sono una insegnante cointestataria di un mutuo 1a casa con mio marito col quale sono sposata in separazione di beni. Da 1 anno (con l'arrivo del 3° figlio e aumento della
rata) non riusciamo a pagare regolarmente le rate. La banca ha mandato un atto di precetto. Domanda: se pignoreranno la casa e il debito non sara' coperto totalmente, per quello che resterà da pagare la banca si potra' avvalere anche su di un terreno che possiedo da prima del matrimonio? Grazie
RISPOSTA
Sono spiacente di doverle dare una risposta affermativa ... Il mutuo è contratto da entrambi ... quindi l'Istituto può ripetere il dovuto da entrambi e su beni di ciascuno ... A meno che non abbiate validamente incluso delle clausole particolari nel mutuo ... ma sapendo che gli Istituti normalmente operano con pre-stampati mi sembra una eventualità remota cordialità, Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
Buongiorno, vorrei un parere relativo alle regole sulla revocatoria fallimentare, recentemente modificata a quanto pare. Dice che sono escluse dalla revocatoria le compravendite al giusto prezzo di immobili ad uso abitativo acquistati per adibirli ad abitazione principale dal compratore. Questo si applica solo agli immobili in costruzione o anche a quelli gia' abitati? E cosa stabilisce il giusto prezzo? L'intermediazione di una agenzia immobiliare costituisce una qualche garanzia? Grazie di cuore anticipatamente per
l'aiuto! Fabio
RISPOSTA
Cercherò di darLe delle risposte per quanto possibile attendibili, per quanto la giurisprudenza tende sempre ad inseguire il legislatore e, quindi, a così breve distanza di tempo dall'introduzione delle modifiche alla revocatoria fallimentari è arduo dare certezze ... In primis, a mio avviso non può farsi riferimento ad immobili in costruzione... pronto ad essere smentito da una qualche sentenza della Cassazione, mi sembra ovvio che il fallito non possa avere la possibilità di procedere a costruzioni di sorta nè potrebbe sostenersi ragionevolmente che un bene incompleto (ed incompletabile dal fallito) sia vendibile se non in frode agli altri creditori ... Ritengo pertanto che l'ambityo dell'istituto andrà circoscritto agli immobili finiti e che siano venduti per prima ed unica abitazione dell'acquirente. Il concetto di giusto prezzo è quanto mai labile ... a mio avviso, il riferimento dovrà essere necessariamente al prezzo di mercato (dunque, variabile da realtà a realtà) senza potersi fare riferimento al valore catastale dell'immobile, notoriamente più basso. Questo fino all'effettiva riforma degli estimi. L'intermediazione di un'agenzia immobiliare potrebbe avere un peso per dimostrare la buona fede del compratore ... ed ove la buona fede ci sia, questo elemento potrebbe certo influenzare la decisione del giudice in una causa di revocatoria. Peraltro, è arduo sostenere che l'agente non sia a conoscenza dello stato d'insolvenza del venditore ... quindi, attenzione ... il vantaggio potrebbe risolversi in un boomerang ... che si legge "concorso in bancarotta fraudolenta". Spero di essere chiaro, sia pure nella necessaria sinteticità ... Cordialità
Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
Buon giorno, nel comune del mio paese probabilmente molto presto verranno iniziati dei grossi lavori comunali. Importo dei lavori 2 milioni di euro. Il progetto non è ancora approvato, ma l'incarico di progettazione e coordinamento è già stato affidato ad uno dei 4 tecnici comunali presenti nell'ufficio tecnico. Non a caso trattasi proprio di persona strettamente legata all'amministrazione (contrariamente agli altri ben più preparati), lavorando negli orari extra comunali nello studio tecnico privato della moglie del sindaco. Tutti sanno che il lavoro lo farà quest'ultima e non il figurante incaricato, che si limiterà a porre la firma (anche perchè palesemente non in grado di compiere lavori di questa entità) . Cosa andrà avanti anche per tutti i lavori che dovranno esser fatti in futuro. E le tasche di sindaco e consorte si imbottiscono di denaro pubblico, attraverso arzigogolati passaggi di denaro.potete ben immaginare come. Esiste secondo voi un modo legale per denunciare o comunque evitare questo schifoso inciucio??? aiutatemi a trovare una soluzione. grazie
RISPOSTA
Certo che il sistema c'è... ma è sempre buona regola agire con prudenza.... Presentare una denuncia-querela nei confronti di chicchessia in assenza (o latitanza) di prove è rischioso in quanto si potrebbe incappare in una contro-querela per calunnia. Diverso, invece, è se qualcuno fa preparare dal proprio legale un esposto, ovvero una narrazione dei fatti -sempre da inoltrarsi alla Procura- chiedendo a quest'ultima di svolgere le opportune indagini e di valutare se, ed in qual misura, taluno si sia macchiato di eventuali reati.
In questo caso l'esponente non correrebbe rischi di sorta, in quanto si è limitato ad esporre fatti veritieri ed a chiedere all'Autorità Giudiziaria competente di valutare gli eventi da un punto di vista giuridico.
Ovviamente, quanto meno un "fumus" di bontà della Sua ricostruzione deve pur essere fornito a chi indaga. Come a dire che un esposto anonimo sarebbe cestinato, ed uno fondato soltanto sui "si dice" sarebbe archiviato.... In bocca al lupo....
Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
Salve a tutti, mi capita questo. Cerco di trasferire il mio mutuo e dalla centrale dei rischi dicono alla nuova banca che risulto cointestatario di un altro mutuo presso la vecchia banca. Presso la vecchia banca avevo un conto cointestato e un mutuo cointestato. Il mutuo è stato chiuso, con tanto di atto notarile. Il conto dovrebbe esser stato chiuso (ho mail della persona con cui ero cointestatario che me lo da per chiuso). Presso la banca d'Italia mi dicono che è stato aperto un finanziamento cointestato con l'altra persona di
cui non so assolutamente nulla, e per cui non ho apposto alcuna firma. ho appena saputo presso la vecchia banca hanno la mia anagrafica, ma nessuna pendenza nei miei riguardi.
Invece il fantomatico finanziamento è stato aperto presso un'altra filiale (e la risulto cointestatario)!!!! Come pensate sia possibile e cosa posso fare per difendermi? Grazie
RISPOSTA
Impossibile rispondere senza accedere ai dati dell'Istituto di credito. Ciò che Lei comunque può fare, recandosi alla filiale interessata di persona. E' essenziale che ciò che Le viene riferito sia documentato per iscritto. A quel punto, il mio consiglio è quello di preparare immediatamente un esposto alla Procura della Repubblica. In assenza, vedo difficile qualsiasi forma di tutela. Resto a disposizione
Dario Marrocco
DOMANDA
Buongiorno. Una mia vicina di casa ha ricevuto un biglietto anonimo che mi calunnia (parlano anche di suo marito) e si riferiscono a me in un modo oltraggioso. Non ho denunciato l'accaduto. Se io facessi fare una perizia calligrafica a mie spese, avrebbe valore legale? grazie mille
RISPOSTA
Gentilissima Signora, per fare una perizia calligrafica è necessario che qualcuno si sottoponga alla prova. Sono necessari documenti firmati dalla persona assoggettata al test e spesso anche dei saggi grafici. Eventuali copie, inoltre, hanno un margine di attendibilità estremamente ridotto perchè è quasi impossibile effettuare rilievi sulla profondità del tratto della persona sottoposta ad indagine. In assenza di una denuncia penso sia ben difficile che qualcuno acconsenta spontaneamente a sottoporsi a perizia calligrafica. In ogni caso, ove dovesse riuscire a farla, potrà senz'altro utilizzarla in un giudizio civile. Come tutte le perizie di parte, anche quelle calligrafiche vengono prese in considerazione. Dovrà di sciuro attendersi, in simile frangente, una contro-perizia da parte dell'eventuale controinteressato. Di solito, di fronte a simili inevitabili discordanze, il Giudice nomina un SUO perito di ufficio. E quella diventerà la perizia che il Giudice, al 99%, considererà attendibile. Resto a disposizione
Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
Presumibilmente un membro di una scuola (o non si sa chi) manda una circolare scolastica alla stampa: la stampa fraintende il messaggio, scoppia un grave caso con gravi danni lesivi all'immagine dell'istituto. Domande: - ha compiuto reato e quindi è perseguibile chi ha mandato copia della circolare? - hanno agito correttamente i giornali riportandone parti integrali? - come individuare il responsabile? E' plausibile sottoporre 97 insegnanti oltre a una trentina del pesonale amministrativo a perizia calligrafica? Grazie Mario Baggi
RISPOSTA
Buona sera. Cercherò di rispondere seguendo il Suo ordine. Impossibile dire se è stato commesso un reato: in sè il fatto non costituisce violazione della legge penale, a meno che il contenuto della circolare non contenga essa valutazioni che integrano reato. Necessario, quindi, per me leggere il contenuto della circolare. Riportare parti integrali è il mezzo più corretto... sicuramente più corretto che interpretare il testo... se però vengono riportate solo le parti che interessano, al fine di far emergere solo gli aspetti del comunicato organici ad una tesi pre-costituita dell'articolista detta correttezza può venire meno... anche qui è necessaria la diesamina del testo integrale della pubblicazione. Nell'ipotesi di violazione di normative di ogni genere, oltre alla responsabilità dell'articolista c'è quella del Direttore responsabile del giornale: quanto meno per mancata vigilanza del contenuto di ciò che viene pubblicato. Più discussa in Giurisprudenza l'ipotesi di responsabilità della Casa Editrice. Perizia calligrafica: devo presupporre che sia stato aperto un fascicolo penale... che, quindi, si stia procedendo sulla base di apposita delega del P.M. procedente... se effettivamente le cose stessero così, quanto da Lei lamentato è comunque esercizio legeittimo delle facoltà di indagini della Procura. Resto a disposizione per ogni successivo chiarimento. Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
Buongiorno, vi contatto per chiedervi un parere su una situazione spiacevole che si è venuta a creare. Mia sorella ha 34 anni e da anni vive da sola in affitto presso un'abitazione dove ha richiesto ed ottenuto la residenza. Purtroppo per motivi suoi personali da circa un anno non paga più l'affitto e in famiglia finchè abbiamo potuto abbiamo provveduto noi al pagamento...premettendo che di questo debito noi ne siamo venuti a conoscenza dopo e perchè il proprietario di casa ci ha telefonato insistentemente più volte per sollecitare il pagamento ( a noi! ). ora non siamo più in grado di provvedere al saldo dei suoi debiti e il creditore continua a telefonarci, inseguirci sotto casa usando dei toni abbastanza scontrosi come se fossimo noi ( io e mie genitori ) a dovergli qualcosa,perchè pretende "per il nostro bene" ( sue testuali parole ) il pagamento da noi e le lettere degli avvocati vengono tutte indirizzate a nome di mia sorella ma a casa mia!a questo punto le mie domande sono: 1)se un familiare contrae dei debiti e non può pagarli chi è tenuto a saldarli?fino a che grado di parentela? 2)questa persona, con tutte le ragioni che ha, può permettersi di informare noi di detto debito e pretendere il risarcimento da noi? non è per caso violazione della privacy da parte di mia sorella e molestie da parte nostra visto che il creditore sa benissimo che ci vediamo di tanto in tanto ma che essendo maggiorenne e fuori da casa non è tenuta a dirci le sue cose private? Insomma se dovesse continuare ad importunarci ci sono gli estremi da parte mia di denunciarli per molestie o simili? Capisco le ragioni del proprietario di casa ma in tutta onestà finchè si poteva provvedere abbiamo cercato di salvare la situazione saldando noi il debito, ora però la situazione è al limite, sia perchè neanche noi possiamo permetterci di pagare a vita un ulteriore affitto, sia perchè questa persona è diventata davvero maleducata arrogante ed ossessiva nei nostri confronti che invece abbiam sempre cercato di venire in contro nonostante, credo, non fossimo tenuti a faro, o sbaglio? Attendo un vostro parere in merito,cordiali saluti.
RISPOSTA
La risposta sarà breve, gentile signora, poichè il caso si verifica -ahinoi- più frequentamente di quanto si possa immaginare. Il creditore deve prima fare tutte le azioni nei confronti della vera debitrice (tra sfratto, decreto ingiuntivo, precetto e pignoramento negativo le spese legali non sono inferiori a 2.000 euro); solo dopo potrà rivalersi nei confronti dei parenti obbligati. Peraltro, la norma che consente tale rifugio per il creditore è davvero di rara conoscenza. Quindi, fino al momento in cui ciò non accadrà non mi preoccuperei. Per il resto, credo proprio che Lei debba rivolgersi alle Autorità competenti e sporgere denuncia. Perchè non credo vi sia dubbio, alla luce del Suo racconto, che il creditore commetta anche dei reati nei Vostri confronti.
Sempre a disposizione Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
Salve, mio marito ha un bambino di 8 anni avuto da una precedente relazione. Fin dalla separazione paga mensilmente 350,00 € di sua volontà e senza che ci sia stata sentenza. Ora la madre ha presentato ricorso richiedendo l'aumento a 700 €. Ora mi chiedo, ma l'assegno di mantenimento per il figlio, serve per il figlio o per la madre? Mi rendo conto che se il padre partecipa con una cifra troppo bassa è la madre che deve mettere il resto, e seppure riuscisse a soddisfare tutte le esigenze del bambino, ne potrebbe conseguire un
abbassamento del suo tenore di vita. Ma se con l'assegno del padre più la sua partecipazione alle spese extra, e lo stipendio della madre, questa riesce a mantenere un tenore di vita più che decoroso al bambino e si può permettere la macchina nuova, il cane, le finestre nuove, il centro estetico e la ricostruzione delle unghie (che per chi non lo
sapesse costa dalle 60,00 alle 90,00 €) le sarebbe accolta la richiesta di aumento? In quale misura dovrebbero essere dimostrati certi fatti a un giudice chiamato a decidere in
proposito? Ha valore l'obiezione che mette in evidenza che l'assegno di mantenimento per il figlio superata una certa cifra serve all'arricchimento della madre? E che non può mai esserci certezza che quei soldi vengano effettivamente utilizzati per il bambino e non per i vezzi della madre a differenza delle spese extra, il cui contributo viene richiesto su precisa e dimostrata esigenza?
Grazie per la cortese risposta che vorrete darmi.
RISPOSTA
Gentilissima Signora, in punto di principio quello che Lei dice è esatto ... va ricordato, però, che è soltanto il Giudice, sulla base dei documenti presentati dalle parti, a valutare la necessità di procedere all'adeguamento della somma versata a titolo di mantenimento e a contemperare tutti i fattori da Lei esposti con quelli invece contenuti nel ricorso della controparte.
Non esistono, purtroppo, criteri univoci per determinare la somma dovuta dall'ex marito, al punto che la medesima può variare Tribunale per Tribunale, a seconda della particolare sensibilità del Giudice Istruttore.
Non posso far altro, pertanto, che consigliarLe di rivolgersi ad un Legale SPECIALIZZATO in materia ... la specificità delle norme e della sensibilità in materia fanno sì che non ci si possa affidare con assoluta sicurezza a Professionisti, per così dire, generici.
Prima dell'udienza, se lo riterrà, potrà ricontattarmi ma Le anticipo fin d'ora che dovrà fornirmi qualche elemento in più (es. copia del ricorso della controparte e dei documenti esibiti in giudizio, oltre che della memoria del Suo legale).
In bocca al lupo, Dario Marrocco
DOMANDA
Ho accettato l'eredità di mio padre con beneficio d'inventario ma il nostro avvocato al quale era stato affidato tale compito non ha presentato il doc entro i termini previsti rendendolo nullo.Ho cosi ereditato 200.000,00 € di debiti, ma il punto grave è che io non
ho i mezzi per poter pagare, non posseggo nulla ne casa ne auto, ne conto in banca, non ho neanche il lavoro. Ma la mia preoccupazione più grande è il fatto che io sono separata
di fatto, non legalmente, mi chiedo se i creditori possono far valere le loro pretese sui beni di mio marito. Noi giorni fa abbiamo fatto la separazone dei beni, ma prima di questa
erano arrivati degli atti ingiuntivi, io non mi ero preoccupata forte del doc che mi doveva tutelare. Ora che ho scoperto che non è valido e presto lo scopriranno anche le banche, mio marito e mio figlio maggiorenne rispondono dei debiti di mio padre? Cosa possono fare per tutelarsi, sa io non ho più nulla da perdere loro però si. Poi posso intervenire nei confronti dell avvocato che non ha fatto il proprio lavoro, anzi che mi ha portato alla disperazione.
Grazie infinite
RISPOSTA
Gentilissima Signora,
purtroppo la situazione è giuridcamente molto delicata.
E' chiaro che Suo marito, separato solo di fatto, risponderebbe. Atti volti a far sparire beni utilmente aggredibili sono sanzionati anche penalmente e, mi creda, il gioco non vale la candela.
Diverso è per suo figlio, almeno fino al momento (lontanissimo) della sua eredità. Fino ad allora ben difficlmente potrà essere chiamato a rispondere dei suoi debiti e comunque potrà difendersi adeguatamente. La causa nei confronti del di lei già Avvocato, alla luce
di quanto mi dice, è sicuramente proponibile se non addirittura doverosa.
Ricordi, però, di accertarsi sempre ed in modo approfndito delle motivazioni che il Collega vorrà addurre a sua giustificazione per l'inadempimento da Lei segnalato. Molte volte, dettagli che ai cittadini sembrano insignificanti, hanno enorme rilievo giuridico e/o possono portare alla paralisi di un'eventuale azione.
Ricordi, inoltre, che vi è un dibattito Giurisprudenziale in materia e non sono pochi a ritenere che il Professionista risponda per colpa grave o dolo, e non per colpa lieve ... quindi, per questo aspetto è essenziale sapere come il Legale giustifichi la mancata presentazione del documento in questione.
Resto a Sua disposizione
Avv. Dario Marrocco
DOMANDA
Egregi Signori, con piacere Vi scrivo in quanto ho trovato Vs sito molto ben fatto e spero anche funzionale; l'argomento che mi sta a cuore è "l'anatocismo bancario" e mi domando: possibile che in Italia si lascino impuniti Istituti ed Istituzioni che asportano indebitamente denaro al pubblico degli utenti e dei consumatori, lasciandoli diventare sempre più grandi ed arroganti? Vi scrivo dopo aver provato vari tentativi con associazioni, legali, e quant'altro tutto inutile, pur essendo stato truffato da un noto e grande istituto di credito se, non ho la disponibilità economica per far effettuare i conteggi da un FATTORE o da un professionista, posso tranquillamente dire addio al maltolto che le banche mi hanno arbitrariamente sottratto. E' mia natura ed indole cercare di non arrendersi mai, per quanto fiducioso sono a chiedere anche un Vostro cordiale consiglio. Distinti Saluti Rag. luca
RISPOSTA
Mi scuso del ritardo con il quale Ti riscontro, ma davvero sono stati giorni di fuoco... speriamo di far meglio ancora in futuro!! Purtroppo, quanto hai avuto già modo di riscontrare è perfettamente vero... anzi, risponde ad un principio generale sulla base del quale ciascuno ha diritto di tutelare i proprii diritti, ma detta tutela comporta spese, in primis per lo Stato Italiano (leggasi, Ministero di Grazie e Giustizia) e poi per il legale, salvo successo finale dell'iniziativa. Una speranza è data dall'introduzione nel nostro ordinamento della cosiddetta class-action in materia di risarcimento dei danni patiti. Ti risparmio i dettagli tecnici, riservandomi di approfondirli -ove ne avessi necessità- in futuro. La sostanza è che alcune associazioni, incluse in un elenco previamente approvato dallo Stato, potranno iniziare delle cause di gruppo a loro spese, al fine di far fissare dal Giudice un principio di massima. Poi, con spese e rischi a quel punto ridotti (MA MAI ELIMINATI DEL TUTTO, LO SI RAMMENTI!!) il singolo interessato potrà, sempre tramite legale, far valere quel principio in un autonomo giudizio. Le banche temono molto questo meccanismo, poichè le spese a carico dell'istante diminuiranno alquanto e sarà possibile per tanti iniziare delle procedure. Tuttavia, l'introduzione in concreto della class action avverrà solo il 1° Luglio. Poi si dovrà procedere alla redazione definitiva dell'elenco delle associazioni ammesse a questo particolare rito. Poi una di esse dovrà promuovere una class action ecc. ecc.Come vedi i tempi non sono brevi. Durante questo periodo, ricorda di annotare sull'agenda di inoltrare una lettera racc. a.r. all'Istituto Bancario, una volta l'anno, con la richiesta che dovrai poi avanzare nel giudizio e di aggiungere, alla fine della missiva, la dicitura "La presente anche ed espressamente ai fini interruttivi della prescrizione, siccome vigente in subiecta materia". Infatti i diritti non sono tutelati in eterno. E se non ci saranno queste missive racc. a.r. potresti scontrarTi con l'amara realtà di vedere rigettata ogni richiesta, per avvenuta prescrizione!
A presto Dario Marrocco
DOMANDA
Buonasera, sono uno studente universitario con una gran passione per le moto, ormai quasi tramontata. Le spiego in breve. Nel maggio 2007 ho acquistato una Nuova moto 650, ad oggi usata solo per 3 mesi e per i restanti 7 chiusa in garage sui cavalletti professionali appositamente acquistati. Giorni fà, l'ho ripresa e per poco ci restavo!! Si è staccato un pezzo del telaio su cui si aggangiano le molle del cavalletto, che venendo giù, ha attivato il sensore che spegne il motore in caso di marcia inserita, in piena curva. Mi è andata veramente bene! Ora non ci si può nemmeno girare e le concessionarie di acquisto (MO) e quella più vicina alla moto in questo momento (SR), sembrano far orecchie da mercante! Che fare? La moto è ancora in garanzia e avendola tenuta da maniaco, nemmeno un graffietto, desidererei sapere il da farsi! Ringrazio Immensamente e resto a vostra totale disposizione per maggiori info. Grazie. Emanuele
RISPOSTA
Ciao Emanuele.
Da quanto mi hai scritto la copertura della garanzia è perfettamente operante. Quindi devi scrivere immediatamente alla casa madre, con raccomandata a.r.. Attenzione, però. Siccome ogni garanzia prevede che l'eventuale danno va segnalato con una certa tempestività, e per essere sicuro della copertura, dovrai dire che il sinistro è avvenuto non più di tre giorni dall'inoltro della lettera. Prepara due righe ed inviale allo stesso indirizzo e-mail. Gli darò un'occhiata ed ove dovesse essere necessarie delle integrazioni Te le segnalerò. A presto
Dario Marrocco
DOMANDA
Buona Pasqua Avv. Dario Marrocco salve mi chiamo Francesco, ho comprato un oggetto su internet da un privato, attraverso un forum, quando è arrivato il pacco ho scoperto che era una truffa in quanto l'oggetto non rispettava minimamente la descrizione, ho
lasciato passare un giorno per poter arrivare ad un accordo col venditore, questo inizialmente sembrava cedere ma ora inizia a dare problemi, cosa posso fare per essere
risarcito? Vi ringrazio, Francesco
RISPOSTA
Ciao Francesco. Immediatamente fai partire una lettera raccomandata al venditore ed anche alla ditta produttrice ove fosse diversa dal venditore stesso e tu ne conoscessi il nominativo.
In questa raccomandata devi:
a) raccontare gli stessi fatti descritti a noi, evidenziando bene quali differenze c'erano tra quanto offerto ed il bene che ti hanno consegnato;
b) dichiarare espressamente che recedi dal contratto, nel rispetto delle norme di legge di vigenti e delle norme a tutela del contraente debole del contratto;
c) mettere a disposizione del venditore il bene ai fini della restituzione;
d) chiedere la restituzione di quanto speso;
e) concedere termine di giorni 15 (quindici) per il perfezionamento del riscontro alla Tua missiva (cioè per la restituzione dei soldi in cambio della riconsegna del bene).
Ovviamente quanto acquistato deve essere restituito nelle stesse condizioni in cui si trovava al momento della consegna.
Ove la risposta fosse negativa o non ci fosse proprio, avrai bisogno dell'intervento del legale. Mi auguro che ciò non accada, o comunque che Tu abbia un tuo avvocato di fiducia. Ma ove così non fosse potrai reperirmi allo stesso indirizzo e-mail.
DOMANDA
Gentilissimi tutti, ho urgente bisogno del vostro preziosissimo consiglio ... dunque ... ho acquistato su internet alcuni biglietti per un concerto, spendendo 62Euro per ogni ticket. ho pensando (maledettamente) di riuscirne ad averne almeno uno gratis per me, in modo da andare a vederlo quasi a costo zero. direte: il solito bagarino... invece no. la mia onestà è fuori discussione: 85Euro compresa la spedizione vi sembrano troppi? ma non è questo il punto.. ho ovviamente fatto diverse inserzioni sulla rete, e sono stato contattato da diverse persone. un tipo, sabato, mi ha chiamato e, chidendomi del pagamento, gli ho ovviamente dato tutte le info necessarie (nome, cognome, indirizzo, email, ecc). Accordati sul prezzo (170Euro per 2 biglietti - inclusa spedizione), mi ha inviato il pagamento con il sistema Paypal (aggangiato alla carta di credito), e mi ha mandato il suo indirizzo, dicendomi che era quallo del lavoro. stamattina lo sbigottimento: a quell'indirizzo risulta il Nucleo Speciale della Polizia! Restituisco immediatamente i soldi, e questo pare il minimo, ovviamente. Però poi cosa accade? A cosa posso andare incontro? Grazie per la Vostra attenzione, per il Vostro aiuto e per la Vostra positiva e risolutiva risposta. Saluti. M.
RISPOSTA
In linea teorica non è da escludere che il caso venga segnalato alla Procura competente, la quale valuterà se in quanto raccontato vi siano degli estremi di reato. Personalmente ho forti dubbi circa la valenza penale di questi comportamenti... in ogni caso è sicuramente possibile difendersi adeguatamente.... Certo, nell'ipotesi in cui Le venga notificato un qualsiasi atto dalla Procura dovrà subito munirsi di un difensore, quanto nei procedimenti penali la difesa tecnica è comunque obbligatoria. Ove non fosse nominato un legale di fiducia, inoltre, verrebbe automaticamente confermato nell'incarico un legale d'ufficio, indicato fin nel primo atto che dovesse da Lei essere ricevuto, che dovrà essere retribuito esattamente come fosse di fiducia (art. 31 Disp. Attuazione cpc). Quindi è sicuramente preferibile avere un legale di fiducia. Nel caso non dovesse arrivarLe nulla nei prossimi 8-10 mesi (consideriamo che i termini usuali per le indagini sono semestrali e che poi si dovrà procedere alla notifica degli atti di rito, con conseguente perdita di ulteriore tempo) potrà considerare chiuso (salvi imprevisti) lo spiacevole capitolo.
Cordialità
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