| (17 luglio 1996) – Frammenti di immagini e pensieri, che denota come si tratti dei primi tentativi di composizione in versi. Vi si rileva un termine “prusseo” (prussico?) di invenzione personale. di Mario D'Alessandro
C’è un solo raggio che illumina il mondo e poi tutto il resto è... tramonto... il cielo, rosso il mare, blu e sulla neve - su quel latte versato sui monti - - candida coperta - le impronte van sparendo e tutti insieme van dormendo. E la marea sale e le luci affiorano alle finestre che guardano le automobili che illuminano le auto che portano verso le illuminate case che... frenetismo, no, basta. Libero da pensieri, guardo il tramonto che autunno porta pace calma tra noi animali... Luce artificiale no, grazie. Guardando attorno scrutando l’orizzonte dall’alto dei miei pochi anni vedo quel raggio, ultimo quella luce che diffondere e spegnere la vita sa fare. Un... non so cosa si crea in me un vuoto che non so spiegare. Lontano da quel mondo che ho ma c’è... d’un tenue sorriso una mano un viso. E strappato da quel vuoto da una presenza, la ragazza... quella che ancora non ho. Ma la notte stende il suo prusseo velo sul paese, sulla vita, su noi sognatori.
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