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IL CORAGGIO DI MORIRE
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Quasi un “testamento spirituale” di Luca Romano in questa poesia di chiusura della raccolta,  che ha andamento aforistico, quasi una prosa poetica, nella quale sono condensate riflessioni e definizioni sull’esistenza umana e sulla fragilità con cui ogni persona è chiamata ad affrontare le piccole e grandi emozioni per riempire  il “tronco cavo con le azioni di tutti i giorni”.
di Mario D'Alessandro

Forse vivere è solo un sogno… forse.
Forse la morte è una grande liberazione,
e nascere è come morire, solo al contrario.
Un’infinità finita di emozioni e materialità
che dal corpo allo spirito traslano per la vita futura,
su altri mondi, su altri pianeti.
Bisogna avere il coraggio di morire,
fuori, per vivere, dentro.
Il coraggio di abbandonare questa vecchia macchina
per montare su un’altra.
Ma nello stesso tempo
bisogna sorbire la massima essenza della materialità,
perché lo spirito impari.
Dalle piccole alle grandi emozioni.
La vita terrena, non è un tronco cavo
che percorriamo passivi,
spinti dal destino: non serve.
La vita è un tronco cavo che noi riempiamo
con le azioni di tutti i giorni,
dalla mattina alla sera
noi viviamo nel cavo tronco del Destino,
dandogli linfa con la nostra gioia, con il nostro dolore.
Il Destino è una strada che percorriamo con il nostro passo.
Vivi la vita come puoi,
perché come vuoi non puoi.
No, la vita è mia e la vivrò come vorrò.
La vita è come una sigaretta,
di cui rimane solo il ricordo delle nuvole di fumo,
ed un sapore amaro in bocca.
In fondo cos’è la vita
se non del grande fuoco il forno.