| Una metafora della vita, una metafora dello scrittore che è chiamato ad affrontare ogni giorno la guerra dell’esistenza e da quel fronte sente l’esigenza di inviare “cartoline”, in cui la scrittura assume il significato di un messaggio agli altri. E quando la guerra è finita e si torna dal fronte, il narratore non c’è più, la scrittura non è più mezzo di comunicazione. di Mario D'Alessandro
Bambino osservi il mondo con occhi di bambino bagnati consunti. Nel tempo in cui sei nato essere fanciullo non ti è dato. Non basta la vista ingenua incontaminata ancora intaccata da chi tanto ha saputo l’orrore del pianto. Nato all’ombra di una guerra ragazzo già pronto per l’altra il petto scoppia gonfio di paura andare ma devi non puoi sottrarti alla chiamata vivere fanciullo quale sei. <<Caro fratello>> cartolina sbiadita dal fronte e poi sei tornato ed eccoti allora dicesti scrivi racconta scrivi cosa chiedevo dicesti di me la guerra dicesti l’orrore di certi gioiosi giovanetti erranti in quei giorni del fuoco le bombe non era per gioco dei lampi guizzanti negli occhi ormai spenti caduti a vent’anni di me perché io sì, io sono tornato e te che mi ascolti… Quanto ho amato l’averti ascoltato. Ma il racconto è concluso. Non più stesse storie sempre nuove manca il principale artefice narratore.
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