| Premessa indispensabile è la constatazione che una delle esigenze più urgenti nella società contemporanea in relazione ai soggetti in formazione è un’alfabetizzazione che tenga conto dell’uso attivo e produttivo si saperi e conoscenze sempre più complessi, cui sono connesse competenze linguistiche e cognitive altrettanto diversificate. La società contemporanea è infatti intessuta di una ricchezza pluritestuale che impone la conoscenza e la padronanza, da parte delle giovani generazioni, di molteplici codici e alfabeti, spesso veicolati dai nuovi media – internet in particolare – e portatori di una logica di tipo reticolare, simultanea e ramificata, che consente di entrare negli avvenimenti e di catturare velocemente informazioni diverse, lontane spazialmente, logicamente e temporalmente, di cogliere istantaneamente nessi e relazioni sconosciute alla logica lineare e sequenziale propria dell’organizzazione della scrittura-libro.
Se è vero, come avverte il grande psicologo cognitivista JeromeBruner, che la mente umana è costruttiva, elabora cioè significati a partire da una “prospettiva”, da una visione del mondo che non può prescindere dalla “cassetta degli attrezzi” della propria cultura, dai sistemi simbolici e dai registri linguistici che ciascuna cultura rende accessibili ai suoi membri, e che l’intelligenza è situata, non si trova solo nella testa del soggetto ma è distribuita nelle cose del mondo in cui questi vive, e rispetto alle quali produce attività pratiche, è indubbio il bombardamento iconico e massmediale cui sono sottoposti oggi i bambini sin da piccoli non può essere liquidato come semplice “spauracchio” da evitare, ma va analizzato e scomposto nelle sue componenti essenziali, per guidare all’uso critico e consapevole di quella che può risultare, se giustamente adoperata, una risorsa formativa straordinaria.
Per sollecitare il dibattito e la discussione su questi temi si può immaginare una seria di iniziative il cui spirito informatore sia: - leggere e capire i media - imparare la logica del loro linguaggio e la capacità di esprimersi con essi - imparare a smontarli per sapere cosa c’è dietro.
Lo scopo è sia quello di far lasciare alle spalle dei bambini e ai giovani il ruolo passivo cui l’intero sistema dei media troppo spesso relega i suoi fruitori, sia quello di far emergere l’esigenza di programmi televisivi o prodotti cinematografici che rappresentino e rispecchino l’immaginario giovanile in tutte le sue sfaccettature.Una delle esperienze formative più costruttive per i ragazzi in relazione al prodotto televisivo è quella, dunque, di riuscire a smontare il “giocattolo”, di imparare a leggere e interpretare il linguaggio della comunicazione per immagini.Si è pensato, pertanto, a un complesso di iniziative così articolato: - un momento di riflessione degli adulti sul mondo dell’infanzia: uno spazio destinato all’approfondimento, attraverso convegni, seminari, sedute di lavoro, incontri con autori, delle tematiche inerenti il rapporto media-giovani, con un occhio particolare alla controversa relazione tra la televisione e i minori, mettendo l’accento sulla fiction, sui cartoni, i modelli narrativi, i modelli di vita proposti, la censura e le possibili interazioni tra scuola e la televisione.E’ auspicata la partecipazione di esperti, psicologi, docenti, registi, operatori della televisione e del cinema, animatori socio-culturali; - uno spazio particolare riservato alla riflessione sulle nuove prospettive della letteratura per l’infanzia, sempre più affascinante terra di frontiera, luogo di stimolanti intersezioni con altri media, quali il cinema, i fumetti, l’illustrazione, la musica. E’ indispensabile, infatti, ribadire, proprio nel quadro di una società dominata dalla forza pervasiva e dalla capacità di seduzione della comunicazione per immagini veicolata da vecchi e nuovi media e da sempre più sofisticate tecnologie multimediali, il ruolo fondamentale della pubblicistica specializzata nel quadro dei processi formativi delle giovani generazioni; - uno spazio che vega i bambini protagonisti, con la partecipazione attiva in qualità di costruttori e fruitori di immagini, di prodotti audiovisivi e iconici.
Si possono dunque ipotizzare: - l’allestimento di laboratori didattici, che durino per l’intero mese, rivolti a bambini e a ragazzi dai 6 ai 9 anni, condotti da personale specializzato, che faranno agire i bambini come registi, artisti, attori e animatori: Gli incontri consisteranno in sessioni della durata di due ore in cui i giovani avranno a disposizione tutti i materiali per creare un piccolo film : carta, cartoncino, pennarelli, videocamere, computer, schede per storyboard; - una rassegna cinematografica delle produzioni internazionali più recenti dedicate all’infanzia e dei capolavori di tutti i tempi del cinema di animazione; - l’attivazione di laboratori permanenti nelle scuole medie di Pescara, con la finalità di spiegare agli insegnanti e agli alunni come nasce un prodotto audiovisivo, rendendoli partecipi in maniera attiva e consapevole di tutte le fasi produttive, dalla scrittura della sceneggiatura fino alle riprese. Ogni laboratorio, facente capo a una scuola media, produrrà alla fine dell’anno scolastico, un piccolo lavoro di alcuni minuti ispirandosi ad un tema prestabilito. Tutti i lavori saranno sottoposti al giudizio di una giuria di esperti che premierà ogni anno, i tre lavori migliori prodotti nella provincia di Pescara; - l’allestimenti di una mostra di illustrazioni per l’infanzia, con tema diverso per ogni anno; - l’allestimento di laboratori permanenti di illustrazione nelle scuole elementari della provincia di Pescara. L’illustrazione è senza dubbio da intendersi come antefatto della formazione del lettore, viatico indispensabile all’apprendimento della scrittura e della lettura, strumento di educazione della capacità immaginativa,serbatoi di sogni, associazioni, sentimenti, oggi minacciati dall’invadenza di immagini prefabbricate, di veloce consumazione, banali. Per allenare i piccoli lettori a discernere la qualità iconica dei prodotti a loro destinati, si intende insegnare ai bambini le principali tecniche che presiedono alle illustrazioni per l’infanzia, a partire dal testo fino agli aspetti grafici e compositivi, alle tecniche e ai formati. Come esito di questo viaggio alla scoperta di quello che Ernest H. Gombrich chiamava “il potere delle immagini”, ogni anno sarà proposto alle scuole il testo di una fiaba da illustrate. I lavori saranno valutati da una giuria di esperti che premierà le tre migliori illustrazioni; - premio per il migliore progamma nazionale audiovisivo per l’educazione dell’infanzia; - premio nazionale di letteratura per l’infanzia: le scuole medie di Pescara voteranno il libro preferito in una rosa di 10 testi editi l’anno precedente e scelti da una commissione di esperti; - l’allestimento, nello spazio della città, di un’area magica, ricca di suoni e colori, popolata di narratori, artisti di strada, acrobati e attori di teatro urbano, riuniti in un evento unico dedicato ai bambini e ai ragazzi.
La manifestazione potrà prevedere la collaborazione di: - Biblioteca provinciale di Foggia. Sezione Ragazzi - Università di Foggia, facoltà di Lettere - Università di Chieti, facoltà di Lettere - Gruppo Alcuni, teatro Sant’Anna di Treviso, già promotori del Premio Ciak Junior internazionale - Associazione culturale Giannino Stoppani Bologna - MED, associazione italiana per la media education - CIVES, coordinamento italiano video e scuola - IRRE Abruzzo |